Ci siamo, oggi è il mio ultimo giorno al monolite, so che non ve ne frega niente ma ve lo dico lo stesso. Già ce semo magnati li cornetti, già ce semo fatti quattro chiacchiere, adesso mi spetta il compito di cancellare le traccie del mio passaggio da questo pc.
Cancellare gli archivi delle e-mail, le cartelle personali, i file compromettenti, i compromessi ed i compromissori.
Non c'è tristezza, certo mi spiace lasciare i colleghi e soprattutto gli amici e le amiche che da quattro anni mi sopportano e sopporto. Ma il cambiamento qualche volta è un male necessario o un bene inatteso e la corrente in qualche caso va seguita.
Con questo post probabilmente si chiude la categoria monolite e si apre la categoria storie prataiole. In anteprima i personaggi con cui mi troverò a lavorare: - Virus - Mr. Beef - Federicchio - ah, dimenticavo, in ufficio, per tutti io sono Johnny
Il ricordo bello di oggi: sono qui che scrivo questo post e penso alle cose che devo fare entro questa sera, viene guizza mi si piazza dietro e mi da un bacio sulla guancia mi sorride e se ne va.
Playlist: Ska-P - planeta eskoria BandaBardò - Fortuna System of a down - Innervision
- alla riunione di lavoro:
- a pranzo (di lavoro):
- a lavoro:
On air: niente musica oggi. Ho dimenticato gli occhiali a casa e mi è ventuo un gran mal di testa che se metto le cuffiette mi esplode il cervello.
Le mie innate capacità di leadership, la mia propensione al problem solving, il mio carisma nei rapporti interpersonali hanno fatto si che in quattro anni abbia conseguito un avanzamento professionale (ovviamente non retribuito) da ultima ruota del carro a pasticca dei freni dell'ultima ruota del carro.
Ovviamente questa vertiginosa posizione mi fatto montare la testa e quindi, a ragione, tratto da schiavi tutti gli altri... anche chi mi sta sopra....
Si sa, noi grandi non possiamo stare lì a discernere fra il bene e il male, perchè solitamente siamo ispirati direttamente da Dio...
Fin qui gli aspetti positivi, ma come ogni medaglia che si rispetti ha il suo rovescio, ogni lusinga professionale ha la sua inculata. La mia è che hai referenti interni se ne siano aggiunti degli altri presso il cliente (che per semplicità chiamerò capi ).
Bene fin qui il post potrebbe benssimo essere catalogato nell'apposita categoria e chi stracazzo se ne frega sono affari tuoi, tienteli per te.... ma questo è il mio blog e faccio come mi pare.
I due personaggi che mi accingo a descrivere sono due dei miei nuovi capi:
- Capo o anche GranParaculo (a seconda dell'estro del momento): è simpatico, alla mano, ti sorride e ti saluta ogni volta che ti incrocia in corridoio ed ahimè è pure interista e poichè lo sono anch'io, questo fa si che ci sia un'empatia come fra due persone che confessino di soffrire di emorroidi. Alle riunioni Capo è competente, tranquillo e accomodante. Si propongono modi, tempi e fasi progettuali, si discute, solitamente si trova un accordo. Tanto poi viene ignorato!
- King of Indifference : non ci devono essere casini e anche se ci sono l'importante è che non lo riguardino... ogni tanto gli leggo negli occhi una gran voglia di fuggire via da questo posto... personalmente ha tutta la mia solidarietà.
OnAir: Francesco Guccini - Cinque Anatre.
Sono in ufficio, l'aria è finalmente condizionata, il fine settimana non ha regalato grandi emozioni ma è andato bene.
Il rientro a lavoro è pesante, come al solito di lunedì, ho sonno, sto di fronte allo schermo ed ho appena aperto i miei blog preferiti per quello che ormai è un rito quotidiano.
Entra Guizza in stanza, è appena arrivata e viene per salutare. Sono seduto nella mia postazione, spalle all'ufficio, alt-tab è switcho il monitor sull'innoquo outlook. La sento arrivare, mi abbraccia forte da dietro e mi da un bacio nella guancia. Rimango immobile e la lascio fare... poi mi giro e le dico adesso posso anche morire, il suo volto si illumina, le si illuminano gli occhi ed il sorriso ed io mi illumino per reazione.
E' un gioco le cui regole sono:
1. lei fà apertura;
2. accolgo l'apertura e rispondo con un complimento;
3. lei è contenta ed io pure;
4. il gioco rimane sospeso fino ad una nuova mano che dipende dall'umore dei giocatori;
Lungi dall'esserci altro, con Guizza si gioca soltanto. Ogni tanto da qualche morso, ma anche quelli fanno parte dello stesso gioco. Sono il suo modo primitivo di creare un contatto.
Nei timpani vibrano i Jefferson Airplane con Revolution
D`inverno il monolite è compatto e la sua figura si erge inquietante fra le collinette della periferia nord-ovest di Roma.Il tragitto per raggiungerlo è un po' contorto e segue le irregolarità dettate dalla natura, le campagne sono velate dalla brina e quella leggera foschia da un aspetto quasi irreale al paesaggio.
D`estate.... niente brina, niente foschia solo campagna verde-gialla e calda, molto calda... si gira l'ultima curva ed il monolite è lì, ma ha perso molta della sua compattezza.A dire il vero non sembra più neanche un monolite, ma un pesce con le branche aperte alla disperata ricerca di aria, le superfici nere delle sue pareti cosi compatte durante l'inverno adesso sono frastagliate ed irregolari.Immagine di pori aperti, sudore, scambio termico, leggi di termo-dinamica, pannello solare, materiali termo-conduttori.
In quel monolite ci entro tutti i giorni e gioco "al lavoro", fortunatamente non mi viene richiesto un abbigliamento particolare, tipo giacca e cravatta per intenderci, ma solo la decenza in un abbigliamento che gli amanti della moda definiscono "casual"...
Ma se non riparano l'aria condizionata, al mio rietro dalle ferie, vedranno qualcuno aggirarsi per i corridoi in pantaloncini e ciabatte.